Naturismo, un diritto da riconoscere

25 Novembre 2020

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Il 24 novembre 2020, la Fenait, le sue federate e alcune delle altre realtà che tutte insieme rappresentano il naturismo italiano, si sono mosse nella direzione in cui da molti anni stiamo spingendo. Riteniamo che dopo tanti anni in cui le nostre esigenze sono state trascurate o dimenticate, la politica debba far un salto in avanti, prendendo atto che il naturismo non è un vezzo o una bizzarra tendenza di pochi ma un movimento sano, consistente e praticato da molti più individui di quanto si pensi, appena costoro hanno a disposizione un luogo sicuro e accogliente dove poterlo praticare in pieno riconoscimento e sicurezza.

Oggi formalmente chiediamo al parlamento di avviare l’iter legislativo per la discussione e l’approvazione di una legge per la tutela del naturismo e per la valorizzazione del turismo naturista.
Chiediamo una legge coraggiosa e ambiziosa che spazzi via ogni pregiudizio su una pratica salutare, benefica e dai molti aspetti positivi. Lo chiediamo per poterci finalmente porre allo stesso livello di tanti Stati del Mondo in cui è pienamente riconosciuta e praticata e dove incentiva una non trascurabile fetta di turismo!

L’iniziativa, partita dall’ANITA, la più grande associazione italiana, appoggiata da FENAIT e da tutte le nostre federate, porta la prima firma della presidenza dell’International Naturist Federation.

Di seguito il testo della lettera inviata a tutti i parlamentari delle Repubblica:

Oggetto: richiesta avvio iter parlamentare per Legge sul Naturismo.-

Il Movimento Naturista italiano, rappresentato oggi da molteplici associazioni presenti sia a nazionale che regionale o locale, lamenta da anni l’assenza di chiarezza normativa in materia di Naturismo.

In particolare, l’entrata in vigore del D.Lgs n.8/2016, ha depenalizzato, tra le altre cose, gli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.).

Per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, ma la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 del 2000 afferma che il naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Così il testo: “E’ evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un’opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate.”

Dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 8/2016, ci risulta siano state elevate oltre 50 sanzioni a ignari turisti che si trovavano a prendere il sole nudi in luoghi solitamente frequentati da naturisti. Alcuni di questi sanzionati sono cittadini di altri paesi dell’Unione Europea, in particolare Germania, nazione dove la pratica Naturista è particolarmente diffusa, anche all’interno di parchi urbani.

Alcuni dei naturisti sanzionati hanno opposto ricorso dapprima dinanzi alle Prefetture e successivamente dinanzi ai Giudici di Pace. Ad oggi ci risulta che il solo Giudice di Pace di Cecina abbia accolto il ricorso annullando la sanzione a carico dei due sanzionati a Marina di Bibbona, non riconoscendo però le spese di assistenza legale, spese che nella fattispecie sono state sostenute dall’Associazione Naturista Italiana.

La depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza con trasformazione in illecito amministrativo, apparentemente un passo avanti per il naturismo, si è di fatto trasformato in un boomerang con maggiori pregiudizi in capo ai naturisti. Prima infatti gli atti contrari alla pubblica decenza erano un reato contravvenzionale, punito con l’ammenda. Questo significa che, ricevuta la notizia di reato, il Pubblico Ministero spesso, se il fatto avveniva in una zona pacificamente dedita a naturismo, pur non regolamentato, richiedeva al Giudice l’archiviazione. Ora, con la trasformazione in illecito amministrativo, che scatta automaticamente, oltre ad aver considerevolmente alzato la pena pecuniaria, ha reso più difficile, per chi colpito dalla sanzione, opporvisi, se non con costi quasi simili alla sanzione stessa per vie delle spese legali da sostenere, tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa.

Lo stesso Ministro di Grazia e Giustizia, nella sua risposta del 26 ottobre 2020 all’interrogazione della Deputata Ascari, ha, tra le altre cose, lamentato l’assenza di una legge italiana in materia di Naturismo.

Il naturismo è un movimento nato in opposizione al degrado della vita urbana, che persegue pratiche di vita all’aria aperta e, nel rispetto della persona, della natura e dell’ambiente circostante, utilizza il nudismo come forma di sviluppo della salute fisica e mentale, in armonia con la natura. Nell’allegato dossier si possono leggere i numeri che muovono il Naturismo in Italia, in Europa e nel Mondo. Si riporta inoltre la lettura aggiornata della situazione normativa realizzata da alcune regioni e qualche comune che ha intravisto nel Naturismo un importante segmento di sviluppo turistico.

Con la presente, le sotto elencate associazioni e federazioni, in rappresentanza dell’intero Movimento Naturista chiedono ai Parlamentari Italiani di farsi promotori, in tempi celeri, di una proposta di legge che riconosca il Diritto per i Cittadini a praticare in Italia il Naturismo, che affermi che l’art.726 del C.P. non si applica al Naturismo, che metta in moto una serie di iniziative regionali e locali affinché il Naturismo diventi un volano di rilancio post pandemia del sistema turistico italiano. I firmatari si rendono disponibili sin da ora a partecipare ad eventuali tavoli di confronto e di lavoro al fine di confezionare in tempi celeri una legge italiana sul Naturismo.

 

Firmato

Sieglinde Ivo – Presidente – International Naturist Federation

Maria Adelaide Fornaca – Presidente Federazione Naturista Italiana

Giampietro Tentori – Presidente Associazione Naturista Italiana

Giovanni Pasquale Marcacci – Presidente Associazione Naturista Emiliano Romagnola

Daniele Bertapelle – Presidente 3VeNat

Gabriella Carrera – Presidente Associazione Naturista Abruzzese

Ermini Giuseppe – Presidente Associazione Naturista Alto Adige

Andrea Turco – Presidente Associazione Naturista Umanista Liburnia

Francesco De Gennaro – Presidente Associazione Naturisti Italiani

Michele Angelo Todisco – Presidente Associazione Naturista Pugliese

Fabio Commini – Unione Naturisti Ambiente Italia

Giuseppe Ligios – Presidente Sardegna Naturista

Renato Ardigò – Presidente Associazione Naturista Ecologista Italiana

Massimo Lanari – Amministratore community iNudisti.it

La necessità di una legislazione in materia è stata recentemente fatta emergere in occasione della risposta fornita dal Ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede all’interrogazione a risposta scritta n. 4-07245 (già n. 3-01162) sul naturismo, presentata alla Camera dei Deputati da parte dell’On. Stefania Ascari (M5S).

Nella stessa, il Ministro ribadendo la liceità del naturismo non ha potuto far altro che prendere atto che allo stato attuale non risulta una proposta di legge giacente in Parlamento e pertanto, implicitamente, ha manifestato la necessità che si provveda in tal senso.

E noi siamo qui, pronti!

Aula della Camera dei deputati

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